Un’Estate di Inclusione e Sorrisi

Quando l’accoglienza diventa opportunità

L’estate in cui l’inclusione è diventata realtà

Il 30 gennaio 2025, in una fredda giornata d’inverno, abbiamo presentato un progetto che era un’idea, una speranza e, soprattutto, una volontà: includere nei nostri ASA Summer Camp 2025 venti bambini con disabilità, distribuiti sulle nove settimane di colonia.

Nelle sette edizioni precedenti non erano mancate storie di inclusione, ma non ci eravamo mai fermati davvero a pensare come strutturare questa esperienza in modo da coinvolgere più bambini, più famiglie e diventare un segno concreto per tutto il territorio cantonale.

Da marzo 2025 abbiamo iniziato a raccogliere le iscrizioni, selezionare figure formate e metterle in contatto con le famiglie per conoscersi e capire insieme quali aspetti valorizzare e quali possibili difficoltà affrontare durante le settimane di colonia.
L’11 giugno ci siamo seduti ad ascoltare gli amici di Fondazione ARES, Autismo Svizzera Italiana e Progetto Avventuno, per conoscere ancora meglio le caratteristiche dei nostri bambini.
E il 23 giugno, finalmente, siamo partiti.

Abbiamo accolto Manuel, Alvin, Adel, Domenico, Jon, Michele, Filippo, Ethan, Valentina, Lorenzo, Sveva, Marcello, Laurin, Gabriele e Sebastiano.
Per la maggior parte di loro era la prima volta in cui facevano sport insieme ad altri bambini.

  • Manuel, 14 anni, ha insegnato ai compagni di Bellinzona a comunicare con lui attraverso il tablet e si è scoperto un appassionato di parkour.
  • Adel, a volte sopraffatto dalla stanchezza, ha imparato — insieme al suo educatore Anthony — a chiedere scusa e permesso, nonostante la sua diagnosi di disturbo oppositivo-provocatorio.
  • Tra Michele e l’educatore Lorenzo è nato un legame speciale, fatto di affetto e fiducia.
  • Filippo ha solcato le onde del lago di Lugano in kayak, accompagnato da Marta.
  • Valentina ha preso il bus e mangiato con gli altri bambini grazie a Ilaria, che ha tenuto per mano anche Gabriele, il quale fino ad allora aveva praticato solo fisioterapia: vederlo sorridere è stato un momento indimenticabile.
  • Ad Agno, i bambini hanno accompagnato Lorenzo fino al lago, qualcuno ha chiesto come mai Sveva non riuscisse a parlare, e l’educatrice Vanessa ha saputo spiegare e coinvolgere tutti nel gioco insieme.

Dietro ogni nome c’è una storia fatta di scoperte, conquiste e sorrisi.
Per loro e per le loro famiglie questa è stata un’opportunità, ma per noi rappresenta solo il primo passo di un grande percorso che continueremo a costruire insieme.