Essere davvero forti!

Siamo proprio certi che quello che proponiamo durante le nostre sedute di forza sia veramente efficace?

L’argomento forza nel mondo del calcio è sempre molto dibattuto. Se per l’allenamento delle componenti metaboliche si va (più o meno) tutti nella medesima direzione per gli aspetti legati alla forza le cose si complicano parecchio.

Prima di parlare di questo argomento qualche premessa è doverosa:

  • ogni sport ha il suo modello prestativo
  • l’allenamento della forza comprende moltissime sfaccettature
  • probabilmente non esiste una metodologia perfetta

Nel panorama calcistico, parlando di metodologie per l’allenamento della forza, si possono trovare le cose più disparate:

  • macchine isotoniche
  • pesi liberi (manubri e bilanciere)
  • macchine isocinetiche
  • macchine isoinerziali
  • elettrostimolazione
  • balzi e multibalzi
  • cambi di direzione
  • pedane vibratorie
  • salite/discese
  • traino/paracadute
  • elastici
  • superfici instabili

All’interno di una settimana ideale (giocando domenica – domenica) differenti sono i momenti nei quali è possibile inserire delle sedute di forza (di squadra o soggettive). Il discorso è differente quando sussistono degli impegni infrasettimanali (sabato – martedì – sabato).

Molto spesso tra gli staff e anche tra i calciatori esiste una sorta di “paura” nell’allenare la forza. A volte si vedono sedute di allenamento dove la parte coreografica la fa da padrona e che con l’allenamento della forza centrano ben poco.

Possiamo dividere l’allenamento della forza in due macro aree:

  • Neuromuscolare (variazioni maggiormente legate ad aspetti nervosi)
  • Strutturali (variazioni maggiormente legate a fattori anatomici)

Mezzi di allenamento, modulazione di serie, ripetizioni, tempi di recupero, velocità esecutiva e altre variabili ci fanno “spostare” più verso uno stimolo di tipo neuromuscolare oppure strutturale, restando sempre coscienti del fatto che non parliamo di bianco o nero ma di differenti tonalità di grigio…

E’ indubbio che per avere determinati risultati (e non sempre è possibile farlo) bisognerà somministrare una certa dose di allenamento, sia che gli obiettivi siano rivolti più sull’aspetto nervoso sia che siano indirizzati più su quello anatomico.

Negli ultimi anni si è abusato del termine “funzionale”, facendo credere a calciatori e addetti ai lavori che se un movimento non è “funzionale” non va bene o comunque non allena nella maniera corretta.

Ci sorgono diverse domande su questo argomento:

  • ma con l’allenamento funzionale davvero si diventa più forti ?
  • quanto la forza influenza la performance del calciatore ai fini prestativi ?
  • quanto è importante essere forti per prevenire gli infortuni muscolari ?

A voi il bilanciere… ops la parola !

Papers consigliati:

– Strength training in soccer with a specific focus on highly trained players, Silva JR, Sports Med Open. 2015;1(1):1. Epub 2015 Apr 2.

– Understanding change of direction ability in sport: a review of resistance training studies, Brughelli M, Sports Med. 2008;38(12):1045-63